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I carnefici italiani

Simon Levis Sullam · 2015

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על הספר

La sera del 5 dicembre 1943, il giovane pianista Arturo Benedetti Michelangeli suona al Teatro La Fenice di Venezia. In quelle stesse ore, polizia, carabinieri e volontari del ricostituito Partito fascista (i carnefici italiani) compiono la prima, più grande retata di ebrei nella penisola dopo l'occupazione tedesca della città. Sulla base di elenchi della polizia e del censimento della popolazione di "razza ebraica" condotto a partire dal 1938, 150 uomini, donne, vecchi, bambini vengono stanati dalle loro case, tradotti alle locali carceri o in luoghi provvisori di prigionia. Nei giorni successivi i loro beni, minuziosamente descritti casa per casa, vengono sequestrati, gli appartamenti sigillati o destinati ad altri italiani. I prigionieri, di tutte le età, saranno poi trasferiti a Fossoli di Carpi, il principale campo di prigionia e di transito degli ebrei nella Repubblica sociale, gestito da forze italiane. Qui saranno detenuti in condizioni estremamente precarie e, successivamente, caricati su carri bestiame e vagoni piombati, dopo la consegna in mani tedesche, su cui verranno condotti alla morte nel campo di sterminio di Auschwitz. Gli ebrei superstiti, dei 276 deportati da Venezia tra il dicembre 1943 e il gennaio 1945, si conteranno sulle dita di una mano. Ma perché in Italia si tende ancora a rimuovere il ricordo di questa, come di analoghe storie? Perché raramente si ricorda che la maggior parte degli arresti di ebrei avvenuta nel 1943-45 è stata condotta da italiani?--

פרטי הספר

שנה
2015
שפה
Italian
סדרה
Storie/Feltrinelli
הוצאה
Feltrinelli
מהדורות
1
עמודים
147
ISBN
9788807111334

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